Contro i collegi on line nella scuola: a proposito dei Regolamenti

I collegi docenti deliberativi online contro cui ci eravamo opposti sono in approvazione negli Istituti Scolastici in CD e in CDI. Quali sono le criticità da denunciare e come limitarle per difendere collegialità e democrazia, e permettere  il confronto delle idee

I Regolamenti sui collegi on line. Con l’inizio dell’anno scolastico, con tempi diversi a seconda degli istituti, sta avvenendo la discussione in Collegio Docenti e poi l’approvazione in Consiglio di Istituto di regolamenti che permetteranno, in determinati casi o sistematicamente, di svolgere online Collegi Docenti anche deliberativi, dove si votano delibere e le persone che svolgono le funzioni organizzative a Scuola (funzioni strumentali, ruoli organizzativi vari, commissioni etc). Questo dando attuazione ad un provvedimento approvato il 24 giugno 2026 dalle organizzazioni firmatarie del CCNL 2022/24 (CISL, UIL, SNALS, GILDA e ANIEF), ma non dalla FLC-CGIL, che prevede la possibilità per gli Istituti Scolastici di  svolgere le attività collegiali con carattere deliberativo anche a distanza, purché sia adottato un apposito regolamento dal Consiglio di istituto, che garantisca l’espressione del voto tramite piattaforme digitali certificate. Da rimarcare il fatto che l’approvazione del regolamento da parte del CDI deve essere preceduta dalla definizione in Collegio Docenti dei casi in cui il CD stesso sarà svolto a distanza o in presenza, per cui è importante che i docenti siano coscienti delle conseguenze di un provvedimento del genere quando saranno chiamati a discuterne (se non lo hanno già fatto, come in molti istituti).

Alla sua approvazione nel Giugno 2026, avevamo espresso la nostra netta contrarietà al provvedimento, come area programmatica congressuale della CGIL, nonostante i vantaggi sul piano della conciliazione tra vita e lavoro che potrebbero trarne lavoratori e lavoratrici della scuola. La FLC-CGIL stessa del resto si era battuta in passato per la chiusura definitiva della stagione delle riunioni online e proprio il suo intervento aveva ottenuto nel CCNL che le riunioni deliberative non potessero svolgersi in videoconferenza.

Non siamo di fronte a una semplice misura organizzativa o a una semplificazione tecnica: si tratta di un ulteriore passaggio verso lo svuotamento degli organi collegiali democratici della scuola, già da anni compressi da pratiche burocratiche, gerarchiche e aziendalistiche.

Il Collegio dei docenti non è una semplice struttura amministrativa, ma è l’organo tecnico-professionale cui la normativa affida le decisioni fondamentali in materia didattica, educativa e progettuale, espressione dell’autonomia professionale dei docenti e della libertà di insegnamento sancita dall’articolo 33 della Costituzione.

Negli ultimi anni questa funzione è stata progressivamente compressa. Da un lato i grandi programmi ministeriali finanziati, come PNRR e Agenda Nord e Sud, sono arrivati nelle scuole con obiettivi, vincoli e tempi già definiti, riducendo sempre più spesso il Collegio a una sede di ratifica di decisioni già sostanzialmente assunte a monte. Dall’altro, le varie revisioni normative degli ultimi quindici anni, la cosiddetta riforma della Buona-scuola, la quotidiana gestione del Ministero e degli Uffici scolastici, hanno teso a verticalizzare le istituzioni intorno ai Dirigenti scolastici, comprimendo ruoli, procedure e dinamiche collegiali nella scuola.

Il Collegio docenti non è un adempimento formale o una procedura da liquidare con una connessione, una piattaforma certificata e un voto digitale: è, o dovrebbe essere, uno spazio vivo di discussione, confronto, dissenso, proposta, decisione collettiva. La possibilità di deliberare online, l’assenza di un’interazione tra i colleghi in presenza, rischia in questa situazione di indebolire ulteriormente il confronto tra i docenti, rendendo più difficile il dissenso, la costruzione di proposte alternative e l’esercizio effettivo della collegialità. Si rischia di ridurre la funzione democratica del Collegio Docenti e di indebolirne la dimensione collegiale favorendo una partecipazione sempre più passiva e formale.

La scuola ha bisogno di più democrazia, non di meno. Ha bisogno di organi collegiali realmente partecipati, di tempi adeguati per discutere, di materiali trasparenti forniti in anticipo, di possibilità effettive di emendamento, di confronto aperto tra posizioni diverse. Ha bisogno di restituire centralità al Collegio docenti, non di trasformarlo in una procedura digitale amministrata dall’alto.

Per questo motivo è importante che i docenti, quando saranno chiamati a discutere in Collegio docenti dei casi in cui il proprio Collegio Docenti deliberativo possa essere svolto online, facciano emergere tutte le criticità di questa scelta, cercando perlomeno di circoscrivere questa possibilità a casi specifici (ad esempio condizioni di allerta meteo).

Nel caso in cui il Dirigente scolastico riuscisse a imporre o a trovare il consenso maggioritario dei docenti per svolgere sistematicamente il Collegio Docenti deliberativo online, sarà importante fare approvare allo stesso Collegio l’inserimento nel Regolamento (che sarà poi approvato dal Consiglio di Istituto) di alcune norme di salvaguardia, come la possibilità di richiedere che specifiche sedute siano svolte in presenza, per favorire la discussione e la votazione su determinate delibere o mozioni, a fronte della rischista della RSU (a maggioranza) o di un certo numero di docenti (firme del 20-30% del totale, da presentare in tempi congrui), in modo da preservare, almeno nei casi cruciali, la possibilità di partecipazione e di confronto democratico.

Si riporta a titolo di esempio il primo articolo del regolamento approvato in CD e poi in CDI in un istituto scolastico della Toscana. Nell’articolo si definiscono in modo puntuale i casi in cui il Collegio Docenti avviene online (quelli emergenziali o urgenti) e si prevede la possibilità di richiedere comunque che il Collegio Docenti avvenga in presenza da parte delle RSU a maggioranza e da parte dei docenti, attraverso la raccolta di firme:

ART. 1 – Oggetto e Quadro Normativo

a. Il presente Regolamento disciplina la convocazione, lo svolgimento e le modalità di votazione in modalità telematica (sincrona) delle sedute del Collegio dei Docenti in seduta Plenaria con carattere deliberante e dei Collegi di Settore (Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di Primo Grado).

b. Il testo recepisce l’Art. 44 comma 6 del CCNL e la Nota MIM prot. n. 3803 del 30 giugno 2026 relativa ai requisiti tecnici per le attività collegiali deliberative e le vigenti norme sulla dematerializzazione amministrativa. 

c. Tale regolamento vedrà il proprio utilizzo per le sedute telematiche dei collegi in considerazione:
– delle condizioni meteo che non favoriscono un ambiente salubre e/o non consentono il raggiungimento della sede in presenza con i propri mezzi senza incorrere in rischi dovuti ad allerte meteo o altri fattori che aumentino i consueti rischi;
– di situazioni emergenziali;
– del carattere di estrema urgenza delle delibere e/o informative dovute;

d. I membri del Collegio Docenti, attraverso la raccolta del 20% di firme dei suoi componenti (da presentare in tempi congrui, dipendenti dal preavviso con cui è stato convocato il Collegio Docenti), oppure le RSU a maggioranza, hanno facoltà di chiedere che il Collegio Docenti o il Collegio Tecnico di Settore siano tenuti in presenza invece che in modalità telematica, qualora i temi da affrontare, discutere e su cui deliberare siano ritenuti particolarmente delicati e necessari di un confronto in presenza, e qualora non sussistano oggettive esigenze per svolgerlo in modalità telematica (situazioni emergenziali, scadenze improvvise dovute a cause esterne, condizioni meteo particolari).

del carattere di estrema urgenza delle delibere e/o informative dovute;

Radici del Sindacato nella FLC
Area programmatica congressuale della CGIL