Lunedì 2 novembre 2026, dalle ore 11 alle ore 16, si è tenuto on line e presso la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, sala M. Palma, il Coordinamento nazionale dell’area programmatica congressuale Le Radici del Sindacato, per come è stato definito all’Assemblea nazionale del 27 aprile 2023 [delegati/e al XIX congresso, eletti/e nell’Assemblea Generale Cgil nazionale, in quelle CGIL regionali, nelle nazionali SPI e di categoria, più i relativi invitati permanenti perché componenti delle commissioni di garanzia, statutarie, dei sindaci revisori o degli ispettori].
All’ordine del giorno, la Conferenza di programma della CGIL e l’avvio del percorso del XIX congresso. Come al solito, la partecipazione della riunione è stata aperta a dirigenti e delegati della CGIL interessati.
Alla riunione hanno partecipato nel complesso oltre un centinaio di compagni e compagne on line e venticinque in presenza.
Dopo la relazione della portavoce, Eliana Como, sulla situazione politico e sindacale, il nuovo movimento di giovani e studenti, l’accordo quadro con le associazioni padronali, la discussione in CGIL, le scelte e le prospettive dell’area, sono interventi 22 compagni/e, in particolare appartenenti a FIOM, FLC, SPI, FISAC, SLC, FP e FILCTEM, provenienti da Padova, Caltanisetta, Treviso, Roma, Palermo, Piacenza, Genova, Melfi, Parma, Udine, Bergamo, Taranto, Torino, Milano, Napoli e Brescia. Al termine della replica, tenuta per conto dell’esecutivo dell’area da Luca Scacchi, è stato proposta la seguente risoluzione conclusiva, su cui ci sono state alcune proposte di integrazione e dichiarazioni di voto.
La risoluzione è stata approvata a larga maggioranza dai componenti del Coordinamento (come prima ricordati), con 42 voti favorevoli, 3 astenuti e 4 non partecipanti al voto.
Il Coordinamento nazionale di Radici del Sindacato, riunito on line e a Milano il 2 novembre 2026, conferma le scelte assunte nell’AG CGIL negli ultimi mesi. In particolare, ritiene:
- importante essersi schierati contro l’intesa CGIL-CISL-UIL e la proposta di Accordo quadro su rappresentanza e contrattazione, ribadendo la necessità di rompere l’attuale gabbia definita da IPCA-NEI, TEM e TEC, oltre che di costruire un salario minimo orario e mensile per legge, indicizzato;
- corretto non aver approvato la proposta di nuova segreteria confederale, in continuità con le scelte assunte al termine dell’ultimo congresso, a partire dalle forzatura nel metodo e soprattutto la proposizione di un programma di lavoro che vede al centro l’accordo quadro con i padronati;
- fondamentale aver sostenuto la necessità di colmare le distanze tra il sindacato e le mobilitazioni studentesche, contro la repressione, i fermi e gli arresti delle scorso settimane, sostenendo e partecipando allo sciopero del 30 ottobre e alle conseguenti manifestazioni.
Il Coordinamento nazionale di Radici del Sindacato prende anche atto della formalizzazione della separazione avvenuta alla scorsa AG CGIL, a cui è seguita la scelta di alcuni/e compagni/e di pubblicare un nuovo quindicinale senza più alcun riferimento all’area, del resto conseguente al rifiuto del confronto della scorsa primavera.
In questo quadro, il Coordinamento di Radici del Sindacato conferma l’asse di ragionamento dell’assemblea nazionale di Jesi dello scorso giugno. A partire da questo impianto, ci impegneremo quindi nelle prossime settimane per lo sviluppo del movimento, la costruzione di un’opposizione sociale di massa e la riuscita dello sciopero generale del 20 novembre, nella giornata studentesca europea contro la guerra.
La prossima conferenza di programma CGIL (Roma, 5 e 6 novembre 2026), su cui ancora non abbiamo avuto la prima bozza del relativo documento, sarà a questo punto un’ennesima occasione persa, che vedrà solo l’avvio di un confronto. In ogni caso, l’area di Radici del Sindacato intende ribadire in quel contesto non solo le recenti scelte in relazione all’accordo quadro e alla convergenza delle mobilitazioni, ma anche confermare il proprio profilo per un sindacalismo democratico e di classe, contro riarmo e difesa comune, ennesimo tentativo di un’Unione Europea dei grandi capitali.
Il Coordinamento nazionale di Radici del sindacato conferma, infine, l’intenzione di far vivere collettivamente questa impostazione alternativa, democratica, classista, transfemminista e conflittuale anche nel quadro del XIX congresso CGIL, nel quadro del contesto politico, della dialettica dell’organizzazione e delle Regole che si definiranno nelle prossime settimane. In attesa di capire più compiutamente dinamiche e possibilità, convoca per la fine di novembre un’assemblea nazionale, in cui valutare collettivamente le future impostazioni e scelte congressuali.
Coordinamento nazionale Radici del Sindacato
Milano, 2 novembre 2026