Paris Calling! Noi ci siamo. Un’area e il suo giornale

Riprende le pubblicazioni Nuovo Progetto Lavoro, quindicinale dell’area di Opposizione in Cgil

«Ma non lo sentite questo vento dalla Francia!», esclama Eliana Como, portavoce di Le Radici del Sindacato, dalla prima pagina del numero di
Nuovo Progetto Lavoro (clicca qui per il pdf) on line dal 16 ottobre. Il quindicinale dell’area d’opposizione in Cgil riprende così le pubblicazioni dopo la pausa estiva giusto in tempo per le prime scintille dell’autunno. Enio Minervini, uno dei sindacalisti denunciati per l’occupazione dei binari a Massa, il 3 ottobre del 2025, scrive della costruzione del primo sciopero generale contro la repressione. La città apuana, dove sono fioccate decine di denunce contro i “colpevoli di Palestina”, sembra essere diventata un laboratorio sia per l’applicazione degli ultimi decreti sicurezza, sia per il dispiegamento di una piattaforma efficace contro le norme liberticide varate da vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

Se l’autunno è caldo, la fabbrica, al tempo del climate change, è rovente come racconta Serafino Biondo, RSU FIOM di Fincantieri a Palermo. A luglio, la determinazione dei suoi colleghi ha imposto all’azienda la cassa integrazione durante le ondate di caldo. Per Biondo ora è il tempo di lavorare a misure strutturali per non trovarsi nelle stesse condizioni la prossima estate.

Intanto, come scrive Francesco Locantore, docenti, studenti e lavoratori della scuola hanno ottime ragioni per fare come in Francia. Ed è proprio quello che i movimenti studenteschi hanno iniziato a fare occupando le loro scuole e scendendo in piazza. Il prossimo 20 novembre sarà una giornata di mobilitazione studentesca europea contro il riarmo e la militarizzazione della società. Le RSU di Susegana, invece, fanno i conti con l’«irricevibile» piano triennale presentato da Electrolux. A loro quel piano sembra una ritirata strategica e lotteranno per farlo riscrivere alla multinazionale svedese.

Nei territori si snoda anche il conflitto globale innescato dallo sviluppo vertiginoso dell’Intelligenza Artificiale. Sul giornale c’è un articolo che dà conto della nascita della Rete nazionale contro i data center, strutture che consumano suolo, divorano energia e risorse idriche e inquinano l’ambiente senza nemmeno alcuna contropartita occupazionale, anzi per addestrare l’IA a sostituire il lavoro umano. Se è vero che dietro ogni tecnologia c’è il comando anche il sindacato dovrà fare la sua parte.

Eliana Como è stata intervistata da Checchino Antonini, per molti anni inviato di Liberazione e ora collaboratore de il manifesto e, da questo numero, direttore responsabile di Nuovo Progetto Lavoro.

L’area sindacale, il sito e il giornale, dunque, continuano il percorso tracciato dal documento Le Radici del sindacato.