Intervento di Francesco Locantore all’Assemblea generale FLC CGIL, Roma 21 novembre 2025
In primo luogo dobbiamo dire esplicitamente nelle assemblee che questo non è un contratto. Questa è una truffa, è un’operazione di propaganda del governo Meloni che darà pochi spiccioli di arretrati ai lavoratori dei nostri comparti. Questa operazione è stata assecondata da una serie di apparati sindacali burocratici e truffaldini, che hanno firmato contro la volontà dei lavoratori e delle lavoratrici.
Non solo questo contratto taglia il potere d’acquisto delle nostre retribuzioni, perché non recupera neanche l’inflazione del triennio, ma anche taglia ben due anni di mancata di mancato rinnovo contrattuale. Gli aumenti per cui saranno dati gli arretrati partono solo dal 1 gennaio 2024. Il 2022 e il 2023 sono andati in cavalleria.
Questo contratto è direttamente collegato con l’operato del governo con la sua legge di bilancio di austerità: una legge di bilancio che mira a riportare il rapporto fra deficit e PIL al 3% un anno prima delle stesse scadenze dei trattati europei, per poter accedere ai finanziamenti e quindi al fare ulteriore debito pubblico per il riarmo, per poter finanziare la barbarie che vediamo in tutto il mondo dall’Ucraina alla Palestina ai tanti scenari di guerra.
Nell’assemblea sindacale della mia scuola praticamente la totalità dei lavoratori e delle lavoratrici si è espressa contro la firma di questo contratto, addirittura le RSU dei sindacati firmatari si sono astenute chiaramente per ragioni di scuderia. Abbiamo deciso di mobilitarci per ottenere il recupero di quanto c’è dovuto.
Purtroppo la data dello sciopero decisa dalla CGIL è tardiva per incidere sulle dinamiche di questa legge di bilancio. Per questo io credo che sia opportuno mobilitarsi anche in occasione dello sciopero del 28 novembre indetto dai sindacati di base, anche per dare una continuità a quelle mobilitazioni che con lo sciopero unitario del tre ottobre hanno visto in campo tante lavoratrici e lavoratori della scuola per la solidarietà internazionale, ma anche per rivendicare i nostri diritti, il diritto di fare scuola con dignità, di fare una scuola che proponga una cultura di pace contro la cultura della guerra e della barbaria che invece è imperante.
Per questo io credo che oggi non dovremmo perdere tempo in una discussione che in molti interventi purtroppo si è concentrata sul problema se stiamo o non stiamo nei tavoli di trattativa dei contratti integrativi. Noi in quei tavoli di trattativa ci dobbiamo entrare, come si dice a Roma, “a spinta”, nel senso che se è vero che siamo il sindacato più rappresentativo, quei tavoli ce li conquistiamo con la lotta.
Oggi è un’occasione per il nostro sindacato per cambiare passo, rimettere in campo e formare anche le nostre rappresentanze sindacali al conflitto, sulle strategie da mettere in campo in ogni luogo di lavoro per far capire al governo e ai sindacati complici che se la FLC CGIL non firma il contratto non conviene neanche a loro firmare un contratto separato, perché un contratto separato nei fatti è inapplicabile, non consente alle istituzioni in cui siamo inseriti di funzionare normalmente. Quindi mettiamo in campo la lotta di qui ai prossimi mesi, altro che rientro, altro che firme tecniche!
Francesco Locantore