Le notizie che oramai giungono quotidianamente da Gaza, dai Territori occupati e dall’iniziativa del governo israeliano rendono la situazione sempre più insostenibile. L’intervento militare ha non solo raso al suolo case e infrastrutture, ucciso personale sanitario e giornalisti, colpito un decimo della popolazione (più di 60.000 morti e 140.000 feriti) e assassinato 20.000 bambini. Si sta usando la fame come strumento di assedio e si sta pianificando operazioni di pulizia etnica, che si estendono in progetti di allargamento delle colonie e occupazione permanente della West bank. Un’azione che oramai ha visto avanzare l’accusa di genocidio anche da parte della Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite. In questo contesto, con l’entrata dei carri armati nella città di Gaza, si moltiplicano non solo le esplicite minacce ma anche gli attacchi diretti alle navi della Global Freedom Flottilla.
Il mondo della conoscenza ha visto in queste settimane svilupparsi una reazione importante. L’avvio del nuovo anno scolastico e la ripresa delle attività di ricerca sono stati segnati in modo diffuso dall’iniziativa di minuti di silenzio contro il genocidio in corso, prese di posizione e documenti dei collegi docenti, dichiarazioni e richieste di interruzione di ogni collaborazione da parte di ricercatori degli EPR e nelle università.
Proprio per questo, nei giorni scorsi abbiamo chiesto che il buon vento della Flottilla fosse accompagnato anche da un’iniziativa sindacale e del lavoro, pronti a mobilitarci ovunque e a scioperare subito, nei porti come hanno promesso a Genova, ma anche nei posti di lavoro e nelle fabbriche, fino allo sciopero generale. Per questo ci siamo impegnati perché Rsu, Rsa, strutture sindacali categoriali e territoriali seguissero questa vicenda, informassero e attivassero lavoratori e lavoratrici, facessero sentire pubblicamente e collettivamente il proprio impegno, fino a mobilitarsi e scioperare nelle proprie realtà in ogni modo possibile e immediato se e quando il viaggio della Global Sumud Flotilla fosse interrotto.
Oggi siamo di fronte a due giornate di mobilitazione del lavoro. Avremmo preferito e sarebbe stato importante che le iniziative si sviluppassero nella convergenza. Senza gli inutili protagonismi di organizzazione che abbiamo notato, ma anche con una scelta di responsabilità della CGIL, come capitò il 29 novembre dello scorso anno, quando organizzò uno sciopero generale insieme alla UIL nello stesso giorno in cui era stato indetto anche da altre organizzazioni sindacali di base e conflittuali. Non solo per una sua migliore riuscita ma per impattare sul governo Meloni e l’Unione Europea, che nonostante gli eventi quotidiani non stanno prendendo iniziative concrete e immediate contro l’attuale politica di guerra, genocidio e pulizia etnica di Israele. È necessaria una immediata interruzione delle relazioni economiche, politiche e anche diplomatiche con Israele.
La CGIL ha deciso di organizzare per il prossimo venerdì 19 settembre scioperi, assemblee e cortei, che si articoleranno con iniziative e modalità diverse a seconda di categorie e territori (cortei e manifestazioni tendenzialmente il pomeriggio, sciopero di due, quattro o otto ore a seconda delle situazioni per i settori non soggetti alla legge 146/1990, ma non per pubblici, trasporti, ecc). Riteniamo importante la massima partecipazione e riuscita di queste iniziative e, anche se i nostri settori non potranno scioperare e avranno difficoltà a convocare in tempi così stretti le assemblee, crediamo importante che nelle scuole, nelle università, nelle accademie e negli enti di ricerca si produca la massima attivazione possibile nelle condizioni date. In ogni caso, ci impegneremo per spingere la massima partecipazione alle iniziative di mobilitazione indette dalle Camere del Lavoro e Confederazioni regionali nella giornata. Di fronte al precipitare degli eventi, la forza e la riuscita di questa giornata sarà importante.
Lo sciopero generale del prossimo lunedì 22 settembre, chiamato da altre organizzazioni sindacali conflittuali e di base, potrà vedere una diretta adesione anche nei settori pubblici e della conoscenza. Di fronte al massacro in corso e allo sciopero indetto, comprendiamo e sosteniamo la scelta di lavoratori e lavoratrici di partecipare alla mobilitazione, augurandoci che anche questa giornata veda una riuscita, riprendendo e proseguendo la mobilitazione del 19 settembre e le altre iniziative sui territori a sostegno della Flottilla, anche attraverso il protagonismo di assemblee e delegati/e della conoscenza.
La mobilitazione, in ogni caso, dovrà poi proseguire e svilupparsi nelle prossime settimane, per rispondere alle continue escalation nella guerra e ai probabili attacchi per bloccare la Global Sumud Flottilla: sarà utile che le nuove occasioni di mobilitazione si costruiscano nel quadro della massima convergenza possibile.
Radici del Sindacato nella FLC CGIL
Area programmatica congressuale