NO ALLA SCUOLA DELLA TRADIZIONE CLASSISTA: VALDITARA NON È IL BENVENUTO AD ANCONA”
Radici del Sindacato nella FLC delle Marche, area congressuale nella CGIL, esprime ferma opposizione alla visita del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in programma il 26 Febbraio 2025 presso il Liceo Galilei di Ancona nell’ambito della iniziativa “Il futuro della tradizione”.
La nostra protesta si fonda sulle gravi criticità delle riforme attuate dal Ministero, che stanno smantellando il sistema educativo pubblico, subordinandolo alle logiche del mercato e di una visione classista.
Le ragioni della contestazione
- Riforma ITS e Istituti Professionali: un modello classista
- Il modello “4+2” (4 anni di scuola + 2 di ITS Academy) riduce la formazione a un addestramento tecnico, svuotando il ruolo educativo degli istituti. Come evidenziato dal CSPI, questa sperimentazione avvantaggia territori con un tessuto produttivo forte, escludendo chi vive in aree svantaggiate ed allargando le disparità territoriali.
- Precariato strutturale: i docenti tecnico-pratici sono assunti con contratti a progetto, privi di stabilità, mentre il reclutamento degli insegnanti rimane disallineato dalle normative in discussione.
- Subalternità alle imprese
La riforma trasforma gli ITS in “servizi aziendali”, legando i percorsi formativi alle esigenze immediate delle imprese. Come denunciato dalla Flc Cgil, si trascura la formazione di competenze critiche e trasversali, necessarie per affrontare le sfide future del lavoro. - Esclusione dei licei e disparità sociale
L’impianto della riforma crea una netta separazione tra chi accede ai licei (con prospettive universitarie) e chi sceglie i tecnici, destinato a un inserimento lavorativo precoce. Una scelta che amplia le disuguaglianze, penalizzando gli studenti delle famiglie meno abbienti. - Misure repressive e smantellamento della scuola pubblica
Il Ministro ha accelerato provvedimenti come l’inasprimento del voto di condotta e linee guida sull’Educazione civica giudicate “ideologicamente tarate” dal CSPI, marginalizzando il ruolo dei docenti e punendo il dissenso studentesco.
Cosa chiediamo:
-Il ritiro del modello “4+2” e il potenziamento degli ITS come percorsi di alta formazione pubblica;
-Investimenti strutturali per docenti e personale, con assunzioni a tempo indeterminato;
-Un piano nazionale per l’istruzione tecnica discusso e approvato dai sindacati e dalle rappresentanze studentesche, svincolato dalle logiche aziendali.
-L’abolizione del voto di condotta e la fine della repressione e il ritiro del DDL 1660 che coinvolge università e scuole nella sorveglianza del dissenso.
