Contro ogni autonomia differenziata

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CONTRO OGNI AUTONOMIA DIFFERENZIATA
NON SERVE SALVAGUARDARE SOLO LA SCUOLA
E come lavoratrici e lavoratori possiamo accettare il resto?
FERMIAMO IL DDL CALDEROLI!

 Il 16 gennaio inizierà la discussione in Senato del DDL Calderoli sull’Autonomia differenziata ed è previsto un iter molto veloce, che dovrebbe portare a votare il testo rapidamente, forse già venerdì 19 gennaio. Di fronte a questa accelerazione, vogliamo ancora una volta ribadire, come facciamo dal 2019, il nostro NO a questo progetto di divisione del Paese e di attacco all’uguaglianza dei diritti.

 L’Autonomia differenziata mette in pericolo l’unità della Repubblica, i diritti e l’uguaglianza di cittadini/e, lavoratrici e lavoratori, poiché determinerà l’attacco ai contratti nazionali, ulteriori tagli ai servizi, la liquidazione di ciò che resta della Sanità pubblica e la fine della scuola della Repubblica.

Il DDL Calderoli propone la regionalizzazione di ben 23 materie tra cui vogliamo ancora una volta ricordare, l’istruzione, la sanità, il lavoro, i beni culturali, l’ambiente, i trasporti, le infrastrutture, il commercio con l’estero e i rapporti con la UE. Un progetto di questa natura farà aumentare ulteriormente le diseguaglianze tra Nord e Sud, ma colpirà anche i cittadini del Nord che vedranno peggiorare le loro condizioni di vita perchè l’Autonomia è una secessione che colpisce tutti.

Per questi motivi abbiamo da sempre ritenuto che sia un progetto da rigettare nella sua interezza e che non possano essere contemplate “forme buone” di Autonomia differenziata.

Noi siamo contrari ad ogni forma di Autonomia differenziata a partire da quella proposta nell’Intesa presentata da Bonaccini per l’Emilia Romagna, fino ad arrivare a quella di Zaia, del Veneto.

Inoltre, come lavoratrici e lavoratori della Conoscenza, pensiamo che non sia sufficiente espungere dal DDl Calderoli la Scuola! Non solo perché non si considerano i rischi insiti nella regionalizzazione negli altri comparti della conoscenza, dalla ricerca all’università.

L’Autonomia Differenziata disarticola infatti i servizi universali a livello di sistema, accompagnando la diversificazione produttiva delle diverse aree del paese con la costruzione di diverse regolazioni dei diritti sociali, strutturando molteplici salari sociali nelle diverse regioni.

In questo quadro, la scuola ha ovviamente un impatto significativo. In primo luogo, perché attraversa quotidianamente la vita di oltre dieci milioni di persone (tra studenti e personale), oltre che le loro famiglie. In secondo ma non secondario luogo, perché l’istruzione è una dei principali strumenti di salvaguardia sociale a nostra disposizione. Come d’altronde è per la sanità.

Si può però davvero pensare che la Scuola potrà essere preservata, se passa la regionalizzazione sulle altre materie? In questi ultimi vent’anni abbiamo visto che cosa è accaduto ogni volta che è stata lasciata una porticina aperta … nel giro di qualche anno quella fessura è diventata una voragine!

La Scuola da sola non potrà salvarsi perchè se viene distrutto l’architrave dell’impianto nazionale dei servizi universali, da sola non potrà reggere. La sanità è di fatto già regionalizzata, come i servizi sociali. Se passa il principio generale dell’Autonomia regionale pensiamo che cosa accadrà ai nostri contratti nazionali. Abbiamo visto tutti che cosa è accaduto alla Formazione Professionale! Le gabbie salariali saranno subito a rischio, anche se la materia dell’Istruzione dovesse restare fuori dalla regionalizzazione. E poi, quale peso potrà avere il valore legale del titolo di studio nazionale, in un sistema sociale completamente regionalizzato? Sarà travolto nel tempo.

Per questo continueremo a mobilitarci contro qualunque progetto di Autonomia differenziata, a partire dall’adesione e partecipazione ai presìdi organizzati dal Tavolo NO AD proprio in occasione del 16 gennaio in oltre 15 piazze italiane, da Torino a Catania, dal Nord al Sud del Paese!

Contro ogni progetto di Autonomia differenziata

Contro il Divide et Impera per la difesa di diritti uguali per tutte e tutti!

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