La democrazia sindacale nelle Cooperative di Confezionamento in provincia di Cuneo.
Notizia di qualche giorno fa il rinnovo dell’accordo integrativo tra la Ferrero e Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil. Un montante di 7760 euro legato ad obiettivi che le parti hanno stabilito nell’accordo di gruppo.
Un accordo per gli oltre 7000 dipendenti in Italia che conferma l’andamento sempre più che positivo della vecchia multinazionale albese ormai lussemburghese. La Nutella piace e genera anche occasioni di redistribuzione della ricchezza. Ma non per tutti.
Nel sottobosco dell’isola felice albese vi sono anche le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative, quelle di confezionamento. Lavorazioni e produzioni che da più di 30 anni vengono esternalizzate e che nel tragitto molto breve tra la sede centrale e le cooperative si perdono per strada diritti e soprattutto salario. Il ricatto di sottofondo è sempre lo stesso, se aumentano i costi la multinazionale sposta le produzioni e le commesse e i lavoratori passano dall’essere poveri all’essere disoccupati.
Eppure un CCNL appropriato ci sarebbe e si chiama: CCNL per i lavoratori dipendenti da aziende cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici e lavorazione prodotti alimentari. Questo CCNL identifica alla perfezione le lavorazioni di queste lavoratrici e lavoratori che ogni anno contribuiscono ai risultati e soprattutto ai profitti della multinazionale ormai stabilmente nella top tre del mondo del settore dolciario. Lo stesso CCNL che le cooperative si erano impegnate ad applicare nell’accordo firmato nel 2022 il quale prevedeva la fine dell’allineamento e l’armonizzazione dei salari attuali entro la fine del 2023.
I padroni delle cooperative, dopo aver stracciato l’accordo di cui sopra, hanno riaperto una trattativa che ha portato alla stesura di un intesa che prevede 7,66 euro lordi al 5 livello(un aumento di 5 centesimi lordi l’ora). Questo è quello che evidentemente rappresenta il “Capitalismo dal volto umano” che la Ferrero dice di perseguire.
Inaccettabile da ogni punto di vista, a titolo puramente esemplificativo ma non esaustivo vi è l’inesistenza della “carenza” ovvero i primi tre giorni di mutua non sono pagati.
Per questo sosteniamo le RSA Flai-Cgil che hanno deciso coraggiosamente di non firmare l’accordo proposto dalle parti in causa, in questo caso la cooperativa Gtpm di Castagnito(cn) e le sigle sindacali Fai cisl, Flai Cgil e Uila Uil. In primo luogo chiediamo che l’accordo venga sottoposto al voto delle lavoratrici e dei lavoratori, un passaggio democratico fondamentale richiesto a gran voce dalle RSA Flai-Cgil e dai colleghi e colleghe di lavoro. Se non sarà fatto a stretto giro organizzeremo la consultazione democratica in un’iniziativa fuori dalla cooperativa. Come abbiamo sostenuto fin dall’inizio di quest’anno e soprattutto all’ultimo congresso della Cgil l’unica arma che le lavoratrici e i lavoratori hanno per conquistare diritti e salario è la costruzione della mobilitazione.
Senza lotte non c’è futuro.
Le Radici del Sindacato Cuneo