Siamo in troppi/e in aula… date spazio al futuro!

Ogni anno gli studenti e le studentesse delle Marche che si apprestano a tornare in aula devono fare i conti con una certa impreparazione delle strutture e della organizzazione dell’istruzione pubblica. Inoltre, negli scorsi mesi inoltre abbiamo inoltre dovuto subire i piani di tagli e ridimensionamento dei plessi scolastici nel nome della denatalità e della razionalizzazione della spesa e in questo modo sono state rese più fragili e povere soprattutto le aree interne della nostra regione.

All’inizio di quest’anno scolastico 2023/2024 però la permanenza di alcune gravi condizioni di sovraffollamento è ancora più grave e non giustificabile. Dopo due anni di “stato di eccezione” pandemico è diventato senso comune che il numero di studenti e studentesse per classe debba essere correttamente dimensionato agli spazi fisici e che il trasporto pubblico debba seguire la stessa logica, con corse e mezzi dedicati alle scuole. Invece in questi giorni riceviamo continue segnalazioni di classi sovradimensionate di 30 o più alunni ed alunne con l’inserimento di più di uno studente o studentessa con disabilità anche gravi che in questo modo non possono godere dello spazio minimo per la loro autonomia di movimento.

Che fine hanno fatto le risorse stanziate gli scorsi anni? Perché le risorse del PNRR arrivate nelle scuole hanno finanziato il potenziamento delle dotazioni digitali, con acquisti destinati a diventare a breve obsoleti, mentre non vengono affrontati i semplici ma basilari problemi di dimensionamento e di infrastrutture di base? Quali sono le azioni svolte dall’Ufficio Scolastico Regionale e dalla Regione Marche per dare una risposta organica a questa situazione penosa della istruzione pubblica?

La risposta del mondo della scuola deve essere unita e forte: la mancanza di spazi e risorse dignitose per la scuola pubblica ha dei responsabili precisi: i politici e gli amministratori che tollerano o addirittura promuovono l’abbandono colpevole del bene pubblico.

La collaborazione non ha portato nessun frutto, è ora di aprire il conflitto.

Le Radici del Sindacato – FLC-CGIL Marche