La strage operaia a Brandizzo (To) nelle parole di Riccardo Antonini, ex ferroviere in pensione, licenziato per aver denunciato la mancanza di sicurezza nella strage di Viareggio
“Ora basta, mai più, inaccettabile, ingiustizia, fare piena luce, minata la convivenza civile, commissione d’inchiesta” … e così via! Le prime parole, vuote e monotone, di capi di Stato, ministri, parlamentari, presidenti, ecclesiastici, sindacalisti …
Vergogna a lutto! Kevin Laganà 22 anni, Michael Zaneta 34 anni, Giuseppe Sorvillo 43 anni, Giuseppe Aversa 49 anni, Giuseppe Saverio Lombardo 53 anni. Lutto nazionale per le Vittime! Per i ferrovieri, la strage operaia, è la nostra Thyssenkrupp! Le condoglianze e la solidarietà ai familiari delle Vittime. Senza MAI dimenticare che:
– ogni giorno, nei luoghi di lavoro, perdono la vita 3-4 lavoratori e lavoratrici;
– altri muoiono a causa di stragi industriali e ambientali;
– a migliaia, ogni anno, sono Vittime da amianto e sostanze cancerogene e mutagene.
La tragedia di Brandizzo ha precise e definite responsabilità. Il sistema degli appalti e dei subappalti, una politica di abbandono sulla sicurezza, la subordinazione di sicurezza e salute a logiche di mercato, di produttività, di competitività, e alla famigerata legge del profitto. Normative violate e insufficienti in ambienti di lavoro altamente pericolosi come le ferrovie.
Le stragi in ferrovia hanno assunto dimensione annuale, i binari sono diventati veri e propri campi di battaglia. Si continua a morire … Nell’era ‘Moretti’ (Ad della holding Fs), dal 2006 al 2014, sui binari di questo paese hanno perso la vita 56 lavoratori (ferrovieri e ditte di appalto). Una Vittima ogni 2 mesi!
Moretti, “cavaliere del lavoro”, dopo l’immane tragedia del 29 giugno 2009 a Viareggio (32 Vittime e feriti gravissimi), ebbe la sfrontatezza di dichiarare che le ferrovie erano le più sicure d’Europa. Oltre a stigmatizzare il fatto che gli venivano richieste norme di sicurezza che, se adottate, non sarebbe stato competitivo sul mercato e a sostenere che con buone assicurazioni, i risarcimenti alle vittime sarebbero stati meno costosi che garantire quella sicurezza che le avrebbe evitato le Vittime.
Che fare? Denunciare, organizzare e mobilitare, mobilitarsi e organizzarsi:
– PER la sicurezza e la salute
– PER difendere attivisti, delegati Rsu/Rls, lavoratori e lavoratrici, che denunciano, resistono e lottano per il diritto alla vita, quale diritto inviolabile e irrinunciabile.
Come area alternativa in Cgil dobbiamo alimentare e favorire scioperi, presìdi e iniziative di lotta, per la sicurezza e la salute, costruire un fronte unitario nazionale di sindacati, coordinamenti, associazioni di familiari delle vittime e ogni realtà sindacale, sociale, autoconvocata e autorganizzata, per rispondere adeguatamente alla gravità e alla drammaticità della situazione.
L’unica lotta persa è quella che si abbandona!
Riccardo Antonini