Emergenza caldo, si lavora all’inferno e il governo dà solo i consigli della nonna

Dichiarazione di Eliana Como, Portavoce di ‘Le Radici del Sindacato, alternativa in Cgil’

Protocollo per l’emergenza caldo sui posti di lavoro: la bozza che stanno discutendo e che circola ora è totalmente inadeguata.

Siamo ai consigli della nonna: bevi acqua potabile, niente alcolici, vesti leggero e mangia frutta. Ridicolo l’invito a usare lo smart working, primo perché evidentemente non riguarda il lavoro manuale, secondo perché scarica su impiegati e impiegate l’onere e i costi di raffrescare la propria abitazione.

Ci vuole un intervento stringente che obblighi le aziende a fermare il lavoro sopra i 35 gradi, dentro e fuori dai capannoni e misure esigibili su articolazione dei turni di lavoro e riduzione degli orari a parità di salario. In prospettiva, servono misure che incentivino gli investimenti per raffrescare i capannoni e gli altri ambienti di lavoro.

Altrimenti, non c’è Protocollo che tenga e si continuano a mandare a lavorare all’inferno i lavoratori e le lavoratrici.

Pubblicato il 25 luglio 2023