Nasce l’area radicalmente alternativa in CGIL: Le Radici del Sindacato

Disposizione finale assemblea nazionale 27 aprile, Milano

L’assemblea nazionale dei compagni e delle compagne che hanno sostenuto il secondo documento al XIX Congresso della Cgil decide di proseguire l’esperienza condotta con la costituzione della nuova area congressuale Le Radici del Sindacato, facendo in essa confluire le precedenti esperienze di RiconquistiamoTutto e Democrazia e Lavoro. 

Riteniamo politicamente rilevante valorizzare il risultato faticosamente conquistato al Congresso, mentre sarebbe sbagliato e incomprensibile per i delegati/e e gli attivisti che ci guardano e interagiscono con noi produrre divisioni già viste, frutto quasi sempre di operazioni di piccolo cabotaggio politico. 

Le ragioni politiche e sindacali che animeranno, da oggi, la nuova Area sono quelle del documento congressuale (in particolare lavoro, precarietà, salario, pensioni, stato sociale, scuola e sanità, autonomia differenziata, diritti civili e contrasto alle disuguaglianze, migranti, lotta alle mafie etc), compresa la critica alla burocrazia e a certo immobilismo della Cgil. Fondamentale è tornare a lottare in modo radicale e determinato in rapporto con i movimenti sociali e recuperare le nostre radici dell’antifascismo e della laicità. 

La nuova area sarà radicalmente alternativa rispetto alle decisioni e al programma politico che la maggioranza della Cgil ha approvato a conclusione del Congresso di Rimini, rispetto al quale la nostra delegazione ha espresso voto contrario. 

Non significa che ci candidiamo a essere quelli che dicono sempre no a prescindere, in una logica di astratto schieramento politico. Vogliamo agire conflitto, stare nei movimenti, essere radicalmente alternativi a questa maggioranza e lo faremo nel merito, in modo coerente, intelligente, credibile, provando a crescere, a dialogare, a proporre e a allargare il nostro consenso, con intelligenza, rigore e coerenza. 

Il modello di funzionamento della nuova area si basa sul metodo collegiale e sul coinvolgimento dei nostri e delle nostre militanti, a livello territoriale e di categoria. 

Il coordinamento nazionale dell’area è composto dai compagni/e eletti nelle AG Cgil regionali e nazionali di categoria (compresi gli invitati permanenti, componenti di commissioni), sarà convocato periodicamente, quando è necessario decidere indirizzi comuni, tendenzialmente 3 volte l’anno. 

Per gestire le scelte negli organismi CGIL, la quotidianità delle posizioni e delle indicazioni come area nazionale, è istituito un esecutivo composto dai compagni/e eletti nella AG nazionale CGIL e nelle commissioni nazionali e interregionali, in cui verrà individuato un referente organizzativo. 

È eletto, contestualmente all’istituzione della nuova area, un/una portavoce politica. 

Ogni livello territoriale e di categoria potrà successivamente definire organismi simili, anche valutando altre soluzioni condivise al proprio livello, ma salvaguardando il principio che siano composti con criteri oggettivi e non discrezionali di rappresentanza. 

Nel caso, speriamo raro, in cui non si riesca a trovare il consenso e una sintesi condivisa da tutte/i votano i/le componenti del coordinamento definito a ogni livello. 

Con la costituzione della nuova area si intendono esaurite le precedenti esperienze, pur condividendo che, in una fase transitoria, vadano salvaguardati livelli di confronto interno, agibilità politico-sindacale e dotazioni strumentali che progressivamente andranno integrate. Per questo si dà mandato ai compagni e alle compagne dell’esecutivo nazionale di individuare e quindi proporre al coordinamento le formulazioni adeguate. 

Dal punto di vista politico e sindacale, l’assemblea nazionale esprime un giudizio radicalmente negativo rispetto ai provvedimenti presi da questo Governo, in particolare la progressiva cancellazione del reddito di cittadinanza, la legge delega fiscale, il nuovo codice degli appalti, il decreto sui migranti, il disegno di legge sulla autonomia differenziata e il DEF appena presentato in Consiglio dei ministri, senza alcun intervento su pensioni e salario minimo, con il taglio alla spesa sanitaria e con la totale assenza di risorse per il rinnovo dei contratti pubblici e per la legge sulla non autosufficienza. Nonché gli ultimi interventi repressivi, con l’inasprimento smisurato delle pene indirizzato alle iniziative di Ultima Generazione, l’istituzione dello stato di emergenza per i migranti e la cancellazione della protezione speciale. 

La mobilitazione decisa da Cgil Cisl Uil sulla base di una insufficiente piattaforma unitaria e con le sole manifestazioni di sabato nel mese di maggio è troppo poco, non è adeguatamente supportata dalle assemblee nei luoghi di lavoro e rischia di ritardare oltre misura ogni possibile ulteriore iniziativa di lotta. 

Di fronte a quanto sta accadendo nel paese e alla degenerazione delle condizioni salariali e di precarietà del mondo del lavoro e dello stato sociale, siamo già ora in grande ritardo, sia rispetto alle rivendicazioni verso il Governo e ancora di più verso le imprese e Confindustria. Un ritardo anche più grave rispetto alle lotte che stanno animando gli altri grandi paesi europei, a partire dalla Francia. 

Per questo, riteniamo non più rinviabile una iniziativa che, anche intrecciandosi con le mobilitazioni, vada, fin da subito, oltre le manifestazioni di sabato, affiancando ad esse il percorso di costruzione dello sciopero generale, anche con iniziative articolate nei posti di lavoro, nei territori e nelle categorie, anche non unitario se, come del tutto evidente, la Cisl non è disponibile. 

L’assemblea, infine, nel rinnovare l’impegno in tutte le vertenze sindacali nelle quali siamo partecipi e solidali, conferma il totale appoggio e sostegno a quella esemplare del Collettivo di fabbrica ex GKN, soprattutto in una fase difficile come questa, con i lavoratori da mesi senza salario, e si impegna a sostenere la campagna di crowdfunding, anche con la diffusione della possibile destinazione del 5 per 1000 al progetto di reindustrializzazione. Su www.insorgiamo.org tutte le info.